
L’olivicoltura è una delle attività economiche più antiche del Salento, tanto da impegnare circa il 40% dell’intera superficie agraria e forestale. La riscoperta della dieta mediterranea ha reso finalmente giustizia al re degli oli: l’olio d’oliva. Nel Salento il riconoscimento D.O.P. è stato assegnato all'olio prodotto nella zona di Lecce e del Basso Salento e prende il nome di Terra D'Otranto. È costituito prevalentemente da due tipi di olive: Cellina di Nardò o Saracena e Ogliarola leccese o salentina.

Il vino salentino non è solo quello classificato come D.O.C. La produzione locale annovera centinaia di migliaia di litri di produzione propria, altrettanto di buona qualità , che nascono dall’incontro delle varie uve: Negroamaro, il vitigno più diffuso e antico, Aleatico, Malvasia e Primitivo. Negli ultimi anni alcuni produttori salentini hanno investito molto nell’ammodernamento delle tecnologie di cantina e dei reparti di imbottigliamento. La qualità generale è così aumentata, mantenendo comunque un eccellente rapporto con il prezzo, e di pari passo sono arrivati i riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale, e finalmente il vino salentino si è fatto conoscere in tutto il mondo.

Sembra sia un’importazione degli antichi greci, questa ciambella di farina di grano duro o di orzo che, impastata con acqua e lievito e cotta in forno alimentato a legna d'olivo, viene successivamente spaccata orizzontalmente a metà con un filo metallico; viene poi fatta biscottare fino a renderla dura al morso più del pane raffermo. Una volta ammorbidita nell’acqua, la frisella si condisce con pomodoro, olio e sale.
